La bomba di Gasparri sui vaccini: «E' stata avviata una campagna terroristica per vendere farmaci».

Pubblicato il da A tutta destra

ROMA, 7 dicembre 2009 - A TIRARE la bomba, questa volta, non è stato il «solito» Gianfranco Fini, bensì quello che un tempo era ritenuto uno dei suoi più fedeli «colonnelli» transitato, ormai da tempo, nell’area di più stretta ortodossia berlusconiana. «Venduti i vaccini non si parla più dell’emergenza influenza», ha detto ieri il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. Il parlamentare ha anche aggiunto: «L’impressione è che, di fronte a disagi non superiori alla norma, ancora una volta le multinazionali del farmaco abbiano avviato una autentica campagna terroristica per vendere prodotti e cumulare profitti».

UNA BORDATA di tutto rispetto, con aggiunta: «Accadde così con la cosiddetta epidemia aviaria e altre presunte emergenze amplificate anche da politici e mezzi di informazione. C’era ieri e c’è anche oggi una speculazione in atto? Chi ci guadagna? Ci sono tangenti?».
E poi: «Perché non agire con la scure mettendo l’industria farmaceutica e i suoi propagandisti, anche politici, sul banco degli accusati?». La conclusione di Gasparri è elementare nella propria semplicità: «Mettendo fine a questi scandali si possono recuperare risorse per abolire le tasse».


Sistemando in linea tutti gli obiettivi centrati dalla dichiarazione del capogruppo Pdl si contano le vittime: il viceministro Ferruccio Fazio che della campagna antinfluenzale si è fatto alfiere; ovviamente le industrie farmaceutiche che lavorano a pieno ritmo per la copertura vaccinale; il ministero del Welfare che ha avallato le decisioni del viceministro; l’intero governo che ne ha fatto campagna in nome della salute pubblica. Senza considerare i «vecchi» obiettivi centrati: il passato governo Berlusconi che si trovò a fare i conti con l’emergenza aviaria; l’allora ministro della Salute, Francesco Storace. E chi più ne ha più ne metta.

Inevitabile il disagio interno alla maggioranza conseguente all’evocazione di possibili pastette o addirittura tangenti. Il viceministro Fazio preferisce glissare e non vuole polemiche. Attorno a metà mese dovrebbe diventare ministro a tutti gli effetti e sganciarsi dal Welfare, quindi non ha alcun interesse a muovere le acque. Eppure, secondo i bene informati, sarebbe proprio Fazio il vero e unico obiettivo dell’offensiva gasparriana. Già l’estate scorsa, quando il viceministro parlò della possibilità di chiudere le scuole per bloccare il contagio, chi si dolse maggiormente dell’«incidente» fu proprio Gasparri. Con il dito puntato accusò il Welfare di «difetti di comunicazione» a proposito della pandemia e dei relativi vaccini.

PIÙ RECENTEMENTE, racconta qualcuno, lo stesso Gasparri avrebbe manifestato anche pubblicamente al premier Berlusconi il proprio dissenso sulla candidatura di Fazio a ministro. Cattiverie di corridoio che però riprendono linfa a pochi giorni dalla definizione del nuovo ministro: dal 14 in poi ogni data è buona per la nomina.
Inutile dire che la questione Gasparri, con tutto quel che segue, è finita sul tavolo del sottosegretario Gianni Letta. Tutti stupiti, dal Welfare alla presidenza del Consiglio, per l’inattesa presa di posizione. Tutti stupiti ma anche tutti concordi: «Non è solo l’Italia ad aver avviato la campagna vaccinale, bensì tutti i Paesi del mondo. Ci sarà una ragione?».
s. m. (fonte:http://quotidianonet.ilsole24ore.com/cronaca/2009/12/07/268591-speculazioni_vaccini.shtml)

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