Ravenna: indagini per uno stabile da ex orfanotrofio ad hotel, da un esposto partito da Fiamma Tricolore

Pubblicato il da A tutta destra

Ravenna, 20 novembre 2009 L’ARTICOLO 23 della legge regionale del 2004, che disciplina le strutture ricettive dirette all’ospitalità, regola anche la sospensione dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività qualora «non siano rispettate in tutto o in parte le condizioni previste nell’autorizzazione». In caso di recidiva può scattare la revoca della licenza, mentre ogni violazione comporta sanzioni pecuniarie. A chi spettano i controlli? Per quanto attiene al rispetto delle condizioni, sono di competenza della Provincia.

I tecnici dell’ufficio provinciale competente eseguono controlli a campione. Quando alcuni anni fa sulla gestione del ‘Galletti Abbiosi’ si addensarono polemiche, la Provincia effettuò controlli; anche il Comune intervenne, per quanto di propria competenza, ovvero, nel caso concreto, la pubblicizzazione nel sito internet della struttura del prezzo minimo, 23 euro, per stanza (prezzo da ostello).

Controlli incrociati e con modalità investigative, invece, non sembra ne siano mai stati fatti. Vale a dire che non è stato accertato se la struttura abbia mai in realtà funzionato come ostello una volta cessato il periodo ‘giubilare’, ovvero dal 2001 in poi. Soprattutto un tale accertamento, consistente in una verifica incrociata fra presenze e ricevute fiscali, non pare essere mai stato effettuato. Perché, soprattutto se si tiene conto che la gestione del ‘Galletti Abbiosi’ era una struttura al centro di polemiche? Sono rilevabili ipotesi di omissioni di atti d’ufficio? O di abuso d’ufficio?

ECCO il nuovo fronte di indagine che i carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Ravenna dovrebbero affrontare, una volta completata la prima parte della indagine che ha portato al deposito in Procura di una corposa informativa con allegata documentazione e che ha portato all’annotazione, nel registro delle notizie di reato, dei nomi di monsignor Guido Marchetti, quale responabile dell’Opera di religione che aveva gestito l’ostello fino a fine dicembre 2004 e di Raffaele Calisesi, quale amministratore unico di Ayr srl. Ovvero la società che nel gennaio 2005 prese in affitto l’azienda fino al 2016. In questo nuovo contesto l’attenzione degli investigatori potrebbe essere concentrato anche sui motivi del lungo tempo intercorso fra il passaggio della gestione dell’ostello da una Opera di religione a un privato — gennaio 2005 — e la firma della convenzione fra Comune e Ayr — ottobre 2007 — convenzione imposta per legge trattandosi di una società privata subentrata nella gestione della struttura.

L’INDAGINE dei carabinieri si è fondata sullo stesso materiale su cui oltre un anno fa si era concentrata l’attenzione della Finanza. In quel caso alla Procura era pervenuto un esposto, a firma di Luca Rosetti, di Fiamma tricolore, rubricato a modello 45, ovvero come «Notizia non costituente reato». La Finanza ha svolto alcuni accertamenti, acquisendo documentazione anche di carattere fiscale. Ma senza ulteriori conseguenze. Sembra altrettanto certo, comunque, che non vi fu alcuna archiviazione — diversamente da quanto emerso in un primo momento — sia perché si trattava di un fascicolo relativo a una «notizia non costituente reato» sia perchè l’indagine non può ancora dirsi conclusa. (di Carlo Raggi da:ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com)

 

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