Piemonte: Gioventù Italiana contro la riforma che ostacolerà l'accesso alla professione di Avvocato

Pubblicato il da A tutta destra

Gioventù Italiana, movimento giovanile de La Destra, si schiera contro la Casta degli Avvocati, che non si accontenta di difendere i suoi privilegi, ma vuole anche ostacolare l’inserimento dei giovani avvocati. Lo Stato Sociale deve fornire pari opportunità a tutti, e permettere ai giovani l’accesso al mondo del lavoro, per contribuire al benessere nazionale: Nazione e Lavoro, non a caso lo slogan de La Destra. All’ultima assemblea del Consiglio nazionale forense sono stati discussi i punti relativi alla professione di avvocato nella riforma della giustizia, che sarà poi sottoposta al ministro Alfano.Mascherandosi dietro intenzioni di equità, verificando chi davvero svolge la professione e chi no, per cancellarlo dall’Albo, il Consiglio ha inasprito le modalità di accesso dei giovani avvocati al mondo del lavoro, per difendere i privilegi della propria Casta: già oggi l’età media è molto alta, così si alzerebbe ancora di più. La formazione coattiva sarà molto più dura e l’esame verrà reso molto più difficile, avvicinandolo ai livelli di quello per l’accesso in magistratura.Le modalità proposte sono la pratica da svolgere per due anni presso un legale e l’introduzione di obblighi o limiti a molte attività che oggi sono più libere: per esempio, si dovrà comunque partecipare alla scuola di formazione per due anni (ora facoltativo), fare test di selezione (oggi inesistenti); inoltre, se attualmente il praticante ha la facoltà di patrocinio in proprio entro una certa competenza, con la riforma, dopo un anno di pratica, pur avendo l’abilitazione si potrebbe solo sostituire l’avvocato titolare.Infine, adesso il certificato di compiuta pratica è uno solo e non ha limiti, mentre in futuro consentirebbe di sostenere tre sessioni d’esame e, se non li si dovesse superare, si dovrà svolgere nuovamente il biennio di tirocinio professionale.Purtroppo, questo sembra già tanto, ma non è tutto: bisognerà infatti accollarsi ingenti spese per i corsi prima, poi sarà obbligatorio assicurarsi per restare nell’albo (per alcune migliaia di euro); in aggiunta, ci sarà un esame finale per la specializzazione nei differenti rami del diritto (da penale a civile, e così via). Infine, chi non raggiungesse un limite di reddito professionale deciso unilateralmente dagli ordini, verrà cancellato dall’albo.

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