Pesciaroli ("La Destra")*: «Vi sono ancora tanti muri come quello di Berlino. Da abbattere».

Pubblicato il da Filiberto Pesciaroli - dir. naz. "La Destra"

Fra i commenti letti sul ventennale della caduta del muro di Berlino, sento di rivolgere l’attenzione all’articolo apparso sulla stampa viterbese a firma di Rotelli Mauro; fa benissimo ad evidenziare l’esistenza di tanti altri muri, quelli di certi stati e regimi che ancora comprimono le libertà e quelli che ostacolano e rendono difficile la vita e la crescita di tanti giovani. Difficoltà giornaliere, il lavoro, la casa, la fatica a creare una propria famiglia ecc., che non permettono appieno di programmare un futuro. Sono i tanti muri della società attuale, globale, liberista e asservita al mercato dove ogni persona diventa un numero. I muri che stanno via via cancellando i valori fondanti della nostra cultura e identità,i muri che hanno esiliato capacità e meriti a favore dell’immagine, sempre più apparire e sempre meno essere; i muri dove si deve arrivare più in alto possibile e più in fretta possibile, dove più possiedi e più conti e ottieni, dove non esiste vergogna ad inchinarsi al potente di turno, dove facilmente si vende la propria persona e si perde la dignità.

Nel rivolgermi ai giovani mi preme rilevare però anche quei muri eretti dalla politica italiana, soprattutto uno che è durato per tanti anni e, purtroppo, continua a restare in piedi.

Se è vero, come è vero, che il 9 novembre 1989 a Berlino finiva quel comunismo che governava l’intera Europa dell’est e il crollo del muro coincideva con il crollo dell’impero sovietico, perché non dare i giusti meriti a chi, da Destra come MSI, Giovane Italia(quella si’ autentica) prima e Fronte della Gioventù poi, ha sempre avversato quel modello di società, al pari dell’imperialismo economico degli USA? Rivendichiamo l’aver sempre sventolato la bandiera dell’anticomunismo nonostante le molteplici avversità, da soli, bistrattati, vilipesi, odiati, sprangati e manganellati, quando ci andava bene, e anche uccisi in quegli anni bui settanta e ottanta. Oggi, anche a nome degli amici che non ci sono più, giovani vite barbaramente stroncate, con orgoglio possiamo dire che avevamo ragione a contrastare quel mondo, anticipammo la storia; avevamo ragione da giovani ribelli quali eravamo, idealisti, nazionali, identitari e che amavano cantare “Il Domani ci appartiene”.

Un invito quindi alle nuove generazioni: tornatelo a cantare anche voi, il domani vi appartiene, vi deve appartenere, con carattere e personalità fate la vostra rivoluzione, iniziando ad abbattere quei muri che vi costruite da soli, quelli peggiori, del becero bullismo, dello sballo da droga e alcool che vi annebbia; combatteteli con ogni mezzo e non permettete a nessuno e a nessuna cosa di impedirvi di sognare l’avvenire.

* Direzione Nazionale, Segretaria Provinciale "La Destra" di Livorno

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