Immigrati, Fini torna alla carica: «Mi batto per il voto perchè abbiano anche diritti oltre che doveri»

Pubblicato il da A tutta destra

Fosse una partita a poker, avremmo un rilancio sul tavolo, in questa mano che vede Fini (e per lui i suoi fedelissimi firmatari della proposta di Legge approdata in Parlamento) insieme con Idv e Udc, con a capo Veltroni.
Gianfranco Fini difende le sue scelte e le motiva così: «Agli immigrati l'Italia non puo' imporre solo doveri ma deve concedere anche diritti».
Il presidente della Camera torna a sollecitare la politica a legiferare per concedere agli immigrati regolari alcuni diritti, tra cui quello alla cittadinanza breve o al voto alle elezioni amminstrative. L'occasione e' un convegno organizzato da Farefuturo a Montecitorio sulle politiche migratorie, presenti anche il vicecapogruppo del Pdl, Italo Bocchino e l'imprenditore e tycoon algerino, Tarak Ben Ammar.
''Credo che, quando si parla di rapporti con lo straniero, - ha detto Fini - si declini inevitabilmente in modo piu' rigoroso la 'carta dei doveri' dell'immigrato. Accanto pero' si deve cominciare a parlare di 'carta dei diritti' che la societa' deve allo straniero. Interroghiamoci sulla via migliore da percorrere. C'e' un elenco di doveri che e' sacrosanto pretendere, ma anche una serie di diritti che lo straniero matura. Tra questi, la possibilita' di diventare cittadino affrontando un percorso di 'cittadinanza di qualita''' che, oltre a evitare che sia ''un mero adempimento burocratico-amministrativo'', puo' fare da ''antidoto al rischio di un ritorno fortissimo di pregresse identita'».

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