Giustizia, il Governo ai ferri corti con i "rossi-sinistri"

Pubblicato il da A tutta destra

Da quando è nato questo Governo la sinistra, dai "democratici" ai rifondaroli, ha sempre cercato di evitare il dialogo o di stroncarlo sul nascere. Figuriamoci ora se sulla riforma del processo breve accennasse (la sinistra) a lasciare uno spiraglio di dialogo.
Cerchiamo di comprendere (riassumendolo in poche righe) quanto avvenuto in sede parlamentare nelle ultime quarantotto ore. Partiamo da Pierluigi Bersani, che senza giri di parole ha invitato la maggioranza a ritirare il disegno di legge. Prima ritirano la proposta, poi si può iniziare a discutere.
A nulla è valsa la timida reazione del Pdl che, a nome di Valentino ha tentato di "spiegare" nei dettagli la proposta di legge. Sempre secondo il Pd (questa volta a parlare è stato Zanda) la relazione è durata troppo poco.
Per quanto riguarda i tempi di approvazione del ddl, Filippo Berselli, presidente della Commissione giustizia, conferma che il testo potrebbe ricevere il si' dell'Aula del Senato prima della pausa natalizia. Entro gennaio, dopo l'approvazione della Camera, la riforma del processo breve potrebbe gia' trasformarsi in legge.
Non è da escludere anche l'ipotesi che lo stesso Berlusconi si presenti davanti alle telecamere delle emittenti televisive per motivare all'opinione pubblica le cause che hanno spinto il Governo ad accelerare la riforma dei processi.
Renato Schifani, sempre del Pdl ed attuale Presidente del Senato ha provato a "spegnere le fiamme sul fuoco nascente": «'Toccare la giustizia ha detto-  e' toccare interessi su cui i cittadini sono sensibili, per il diritto ad aspirare a una giustizia serena, pacata, che non litiga al proprio interno e che esamini elementi di colpevolezza in un clima e in un aula tranquille».
A Schifani ha subito replicato Mancino, invitando tutti a «tenere molto basso il livello dello scontro, eliminarlo e' auspicabile ma non sempre e' possibile». 
Da parte del Csm, i magistrati sostengono che con l'approvazione del processo breve sarebbero a rischio il 40% dei processi penali e il 47% dei processi civili. Ma secondo la maggioranza di Governo sono stime approssimative e non veritiere.
Intanto Luciano Violante, ex presidente della Camera, e' stato nominato responsabile del forum sulle riforme istituzionali del partito. Una scelta interpretata come disponibilita' a verificare le posizioni della maggioranza su riduzione del numero dei parlamentari e riforma del Senato a favore una Camera delle Regioni (di tutto questo discutera' l'Aula di Palazzo Madama mercoledi' 2 dicembre grazie a una mozione bipartisan).

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:

Commenta il post

Dario Gagliano 11/25/2009 22:57


Io ancora non capisco l'atteggiamento di alcuni all'interno del governo a voler "dialogare" con l'opposizione.

È il compito della maggioranza implementare le riforme necessarie al paese, non dell'opposizione. Gli italiano hanno votato l'anno scorso, ed in una maniera definitiva, hanno consegnato il mandato
di governare all'alleanza PDL-LN.

Queste storie riguardo quanto serve lavorare con il PD sono ridicole. La politica si fà con la convinzione, a colpi di maggioranza. Se gli italiano avessero voluto le larghe intese ci sarebbe stato
un pareggio elettorale, non una coalizione chiaramente vincente con il diritto-dovere di governare.