FareFuturo ad Amauri: se vuole giocare in Nazionale si dichiari italiano

Pubblicato il da A tutta destra

 "Caro Amauri, il discorso è sempre lo stesso: l’Italia è una scelta. L’italianità è un codice in cui anche chi non è nato nella patria di Dante può riconoscersi. E lo sport che rappresenta nella modernità la proiezione pacifica delle caratteristiche 'guerriere' di un popolo è un mezzo importante per dimostrare che il nostro paese ha ancora molto da dire e da fare nel contesto internazionale. Per questo motivo, ben venga chi, nel nome di ciò che il nostro paese rappresenta, ha intenzione di sudare e di correre nel nome della casacca che indossa". Ffwebmagazine, periodico online della Fondazione Farefuturo, si rivolge ad Amauri con una “lettera aperta”. E lo fa perché "saremmo davvero felici di averla con noi a giocare i mondiali in Sudafrica del 2010 (e speriamo a vincerli!) a una condizione però: la maglia azzurra e la nazionale italiana non siano una seconda scelta. Bensì una scelta di vita. E quindi una 'prima scelta'. E anche, e non si metta in allarme per favore, un fatto politico".
"Giocare con l’Italia e per l’Italia – scrive Ffwebmagazine – presuppone un grado di responsabilità. Non solo perché gli italiani vogliono vincere. Ma perché oggi più che mai hanno bisogno di grandi esempi. E sa chi lo dimostra questo? I tanti oriundi e naturalizzati che lottano sul campo di rugby per una nazionale che magari non riesce a vincere come la più blasonata selezione di calcio ma che emoziona e unisce per i valori che rappresenta. Per quell’inno cantato a squarciagola – magari con un accento non proprio fiorentino o romano ma con cadenze anglosassoni e argentine – e per quella lotta fiera e leale che li pone come fratelli di un paese che nello sport (almeno in quello) riesce a trovare una narrazione di sé. Per questo motivo anche a lei deve chiarire una cosa una volta per tutte: dica 'chiaramente' che vuole giocare con noi perché si sente italiano. E non perché il commissario tecnico del Brasile non l’ha inserita tra i convocati della seleçao".
"La sua – continua l’articolo – potrebbe essere la dimostrazione seria che il dibattito sulla cittadinanza – che sta impegnando in questi tempi la politica, la cultura e l’opinione pubblica – ha un sostrato non solo tecnico e burocratico ma fatto anche di storie belle, di voglia di affermarsi e di contribuire al successo e al prestigio del nostro paese. Perché anche lo sport può essere utile nel dimostrare come sia possibile scegliere la propria patria, anche se diversa, se in questa uno riconosce la propria dimensione. E se per questa, e per le possibilità che qui vengono date, si è disposti al sacrificio"."Lei – conclude la lettera – potrebbe essere un esempio non tanto della retorica multietnica ma della possibilità che una persona nata in un altra nazione può integrarsi e contribuire al successo dell'Italia. Ma che sia chiara un’ultima cosa: da lei ci aspettiamo soprattutto tanti gol. Se viene con noi, dunque, pensi a metterla dentro, per favore. E per l’Italia". (fonte:www.irispress-autore:bar.co)

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